Ce lo si aspettava da ormai quarant’anni l’esordio su musicassetta di Charles Amedeus Minghius and the Ingestited Regaz Der Stadt Orkestra, un progetto in solo di Minghius insieme ad un collettivo di uomini soli che ci tengono in testa strani tarli e la smaniaz del successo. Voci di pianerottolo dell’inquilino del piano di sotto preannunciavano un Blues del Mississipi talmente missisipico nel suo incedere da diventare quasi Florida se non fosse che il Missisipi la Florida non se la scende. Tutto a favore di un progetto che lascia da parte l’elemento-sorpresa dell’ineffabile sua droghezza La Pentatonica, per virare su un brutalismo scandinavo tutto balcanico, un’incazzatura perenne fatta di chitarroni martoriati e trombe maledette, case stregate, feste in maschera e cappuccio con parola d’ordine: Sarasgarbi. E invece ci tocca ascoltare un dada jazz avant-indietr fitto di psichedelia possibilista, suoni squartati, bassi emotivamente meccanici e field recordings rubati alle magie bucoliche dello Jutland di cimbrica memoria. Con John Fahey ai mixer e multitraccia, Skrillex alle pelli, Brian Chippendale alle tastiere ambient e primario al reparto di neurologia e Gary Higgins alla chitarretta di mia nonna, Charles Amedeus Minghius ci propone quattro pezzi della durata totale di sedici ore, perfetti per: trip ripetuti di adenocromo, 32 puntate di Otto Sotto Un Tetto, 3 digestioni complete, 2 dormite notturne di perfetta durata se nel periodo 15-23 anni, 1 viaggio in macchina Bolzano-Messina o Messina-Bolzano (contando anche le soste e il tempo perso per interpretare il linguaggio primordial-gestuale degli imbarcatori al traghetto di Villa San Giovanni e l’uso improprio (per un parlante della Bassa Sassonia che va in vacanza a Messina) del dativo tedesco dei bolzanini negli autogrill che darà adito a litigi e schieramenti prescrittivisti VS descrittivisti nel caso in sala sia presente Tullio De Mauro all’apice del suo voinonsapeteismo), 1 completa giornata di 24 ore meno 8 ore da riempire a scelta. Nemmanco è bastato ospitare Jimmy Page, da anni stabilizzatosi al Ricovero “Le Tre Torri” di Montepulciano Sul Mincio e incapace di proferire parole diverse da Ooh It Makes Me Wonder, per far rivivere i tempi di un Charles Amedeus Minghius bello che morto da un pezzo. D’altra parte chi ben la taglia è a metà della botta.
All’Universität della Deutschland ci sta una toponomastica che in mensa prende sempre il poisson mit der maio e per dessert la solita secchiata crucca di caffèllatte, ella ci tiene le zinne e il culo di Ana Laura Ribas quando ancora scendeva il Voltaren ai giocatori del Flamengo, si veste di trasando come la Canalis quando va a fare shopping a Beverly Hills nel pomeriggio di un giorno di sabato sera, anche nei momenti di acquiescenza massima c’ha la voce a tromba elettrica tipo Paola Perego quando litiga nel Ring con Josè Sarasgarbi, non capisco cosa dice ma quando lo dice getta l’anca in là e tiene la mano destra aperta a reggivassoio, chiaro segno di un cerebro attivo al più tra le braccia di Orfeo; quando la Prof. tenta di dare una svolta alla lezione e alla sua giornata introducendo gli scritti più cantinari di un giovane Platone, la lurida ridacchia col compagno di banco evidentemente vergaiolo e si stira in giù il decolletè al grido harder, stronger, scoppiez. Evidentemente pensa di essere in una cazzo di Universität californiana che dopo mangiato ci spiaggiamo a Venice e io porto i rollerblade e tu la crema solare della Cadey, invece siamo a dieci chilometri dal confine polacco in the cold november rain con un freddo hardcore e una nebbia tipo Sleepy Hollow quando interruppero le riprese di Sleepy Hollow per troppa nebbia. Mi va bene tutto e se sei oca ti ci si schiaccia in tre, il guercio il sordo l’idiota, ma se iddìo ha voluto che notassi la tua borsa D&G con la scritta gigante HASTA LA VICTORIA SIEMPRE non è colpa mia, epperò lì il desiderio di vederti fare seduta stante un film con James Deen e i suoi regaz della Pig Yeah Low Into Coolu Inc. lo metto in cima alla lista dei regali di natale.
Grazie a ella e a tutto il resto, perché il piacere è tutto mio, nel tornare alla vecchia sfascianza delle facoltà umanistiche: oggi la tipa di fronte a me si è addormentata 10 volte e svegliata 6, il tipo di fianco ha finito due pagine in disegni e disegnetti e ipertesto, la tipa di fianco a me ha preso più appunti di quelli che ha preso Gigi Van Gaal dalle 20.45 alle 22.30 del 22 maggio 2010. E zero domande dal pueblo su quattro “Avete domande?” della Prof., che pensava, pensava lei, di aver svoltato con le fotocopie del giovane Platone.
E stamattina? Che in metro due tizi suonano New York New York con sax e voce e die matronen di fianco ha pure il coraggio di chiedermi se posso abbassare il mio lettore MP3 che ci stavo giusto suonando Un’Estate Al Mare di Giuny Russo, perché deve leggere un libro lei, coi tizi di New York New York di fianco che stan tirando su un delirio, lei, e poi un cane che rilascia una una bomba tremenda di CO2, che quando gli guardo lo sgrugno per leggergli l’onta lui mi fissa con occhi tipo “embè? problemi?”, e poi entra un barbone che inizia a parlare al cane finché non crolla per troppa botta e la gente imperturbabile tanto siamo a Berlino and everything is all right, e quando arrivo ad Alexanderplatz: Aufgehoben! by stefano isidoire.






